Considerata uno dei massimi capolavori dell’architettura romanica in Italia, la Basilica di San Zeno fu costruita a partire dal IX secolo sul luogo di sepoltura del santo patrono della città, per poi essere ricostruita nelle forme attuali tra l’XI e il XII secolo. La facciata, in tufo e marmo, colpisce per l’equilibrio delle proporzioni e per il grande rosone centrale, noto come “Ruota della Fortuna”, che simboleggia l’alternarsi della sorte umana attraverso figure scolpite che salgono e scendono lungo la circonferenza. Le porte bronzee d’ingresso, tra le più antiche d’Europa in questo genere, sono decorate con formelle che narrano episodi biblici e leggende agiografiche legate alla vita di San Zeno, realizzate da diverse maestranze tra l’XI e il XII secolo con uno stile ancora fortemente arcaico e espressivo. All’interno, tra le tre navate scandite da possenti colonne, si trova il capolavoro assoluto custodito dalla basilica: la Pala di San Zeno, trittico dipinto da Andrea Mantegna tra il 1457 e il 1459, considerato uno dei vertici della pittura rinascimentale veneta per l’uso rivoluzionario della prospettiva architettonica. Accanto alla chiesa si eleva inoltre un alto campanile romanico, la cui costruzione fu completata nel 1173, che contribuisce a rendere l’intero complesso uno dei più armoniosi e suggestivi di Verona.